 La conferenza si propone di riportare alla luce il fenomeno devozionale, nonché storico-artistico, delle statue vestite che ha interessato anche la Valsassina. Frutto di una capillare e tenace ricognizione pionieristica sul campo, supportata (nell’assenza pressoché totale, salvo poche eccezioni, di studi specifici sull’argomento) da affondi archivistici di prima mano, questa ricerca ha il grande e innegabile merito di indagare un’antichissima e ormai desueta o residuale tradizione, quella cioè di vestire le statue della Madonna e dei Santi, in un approccio multidisciplinare che spazia dalla storia della Chiesa all’antropologia, dalla storia del tessuto e della moda alla storia dell’arte. Si tratta di statue con un corpo – talvolta un semplice torsolo – in legno o in altri materiali “poveri”, i volti modellati in modo naturalistico e gli arti generalmente snodabili per facilitare la vestizione ma anche per consentire di modificare la posa: vestite poi con biancheria intima, corpetti, abiti splendidi e preziosissimi, gioielli e corone (talvolta ex-voto di fedeli), queste statue venivano portate solennemente in processione, ospitate sugli altari, venerate dalle confraternite, a testimonianza di un sacro familiare, simile e prossimo ai suoi fedeli
Statue vestite si trovano a Pasturo, Margno, Primaluna, Barcone e Piano di Cortenova: pur non essendo particolarmente numerose, tali statue da vestire rappresentano tuttavia un campionario significativo che ben esemplifica dal punto di vista estetico la tre tipologie di statue:
1. statue interamente scolpite e policromate, che potevano essere esposte anche senza il corredo vestiario, come la Madonna nella chiesa di S.Giuseppe a Piano (frazione di Cortenova): la statua in legno intagliato e dipinto risale alla prima metà del Settecento e rappresenta una Madonna colta in atteggiamento dinamico, con il busto leggermente ruotato verso sinistra, mentre tiene in braccio Gesù Bambino che, a sua volta, le afferra il nodo del mantello; un vispo angioletto, sulla destra, fa capolino tra le pieghe delle vesti
2. statue interamente scolpite ma solo parzialmente policromate, limitatamente alle parti visibili (volti, attaccatura del busto, mani e piedi): queste statue indossano una sottoveste scolpita, di lunghezza variabile, destinata ad essere ricoperta dai sottabiti e dalle vesti in tessuto. E’ il caso, oltre che della statua della Madonna della Cintura, delle statue settecentesche della Madonna del Rosario nella chiesa di S. Bartolomeo a Margno e della Madonna col Bambino venerata nel santuario della Madonna di S. Rocco a Primaluna e recentemente restaurata
3. infine, veri e propri manichini, scolpiti e policromati limitatamente alle parti visibili, mentre il corpo, dalla vita in giù, è una struttura troncoconica, come nel caso della Madonna conservata nella sacrestia del Santuario della Madonna delle Grazie di Barcone, un tempo esposta alla venerazione dei fedeli il giorno dell’Immacolata. La statuetta, di probabili origini ottocentesche, è in realtà un manichino sorretto da un bastone inserito in una base decorata con una testa di angioletto e rivestito da un recente abito bianco, con la relativa sottoveste.
|