Una frana di enormi massi si è staccata dalla montagna raggiungendo le due carreggiate della strada creando gravi disagi alla viabilità e rischiando di travolgere ed uccidere quattro persone.
Sul posto si sono recati immediatamente i funzionari dell’Anas, i geologi della Regione Lombardia, i rappresentanti della Provincia di Lecco, della Polstrada, dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Protezione Civile per valutare le cause dell’evento franoso e per verificare la stabilità del versante roccioso.
Subito effettuato un sopralluogo in elicottero, i geologi della Regione Lombardia
non sono stati in grado di valutare le condizioni di stabilità della parte rocciosa a causa della foschia presente in alta quota e, per questo, i rappresentanti degli enti coinvolti sono stati convocati una riunione in Prefettura dalla quale è emersa la necessità di non riaprire al traffico la statale 36 fino al momento di garantire le condizioni di sicurezza.
Nell’incontro tecnico che si è svolto nella Prefettura di Lecco, sono stati altresì concordati una serie di interventi da eseguire con immediatezza per il ripristino della viabilità in entrambe le direzioni, nel minor tempo possibile. Questa mattina si sono effettuate operazioni di disgaggio e di bonifica della pendice della montagna e si è iniziato a risanare le barriere paramassi in sommità del muro installando dei geoblocchi.
In una nota diffusa dall'Amministrazione provinciale di Sondrio si consigliano come strade alternative quella che attraversa la Valsassina per raggiungere Lecco, la statale Regina in direzione Como-Milano e la statale n. 39 di Aprica per Bergamo-Brescia.
Nessuna difficoltà per la linea ferroviaria Lecco-Colico, regolarmente aperta. |